the dress

Tears you see on my face, you do have something to do with
Fear starts creeping up when you have so much to lose
Your love waits you while you’re cheating
Lightning strikes you when you’re moving

The light you see in my eyes, you do have something to do with
Play the game namely love, play it like you have nothing to lose
Horse loves you when you move with him
People hate you when you’re changing

Don’t let the dress trick you
I love you less now that I know you
I won’t count the scars again
I love you less now that I know you

The glow you see on my face, you do have something to do with
Fear starts creeping up when you have so much to lose
Your love wait you while you’re cheating
Lighting strikes you when you’re moving

Don’t let me wonder away
I love you less now that I know you
Don’t let the dress trick you
I love you less now that I know you

I won’t count the scars again
Because I love you


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cosa sono?

sono solo un oggetto da letto.

vivo la mia vita di eccessi. la vivo. mi fa sentire viva.

e non me ne pento.

sto perdendo tutto.

la persona che amo mi vede come un oggetto.

la persona che mi stava accanto mi vede come un oggetto.

io mi vedo come un oggetto.

ma ancora respiro.

ancora sono viva.

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la luna nel pozzo

Una notte Hodja camminava nei pressi di un
pozzo quando sentì l’impulso di guardare dentro.
Stupito vide il riflesso della luna nell’acqua e esclamò:
"La luna è caduta nel pozzo. La devo salvare in qualche
modo!"
Si guardò attorno e raccolse una fune con un uncino, la
gettò nel pozzo e gridò: "Afferra l’uncino,
luna, e tienilo stretto! Ti tirerò fuori".
La fune si impigliò in una roccia dentro il pozzo e Hodja
tirò verso di sé la fune con tutte le sue forze.
Di colpo l’uncino si liberò dalla roccia e Hodja finì
disteso per terra.
Con gli occhi rivolti al cielo vide sopra di lui la luna in alto
nel cielo. "Che fatica, ma ne è valsa la pena, sono
riuscito a liberare la luna dal pozzo", disse con un sospiro
di sollievo.

 

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quello che eravamo

"dimmi senza un programma dimmi come ci si sente"

scappare. tanti, troppi chilometri lontano. per cercare di capire qualcosa.
tarocchi. sibille. stronzate.
e poi ritrovarsi con ancora più confusione in testa. pensare a te che mi manchi.
pensare a lui e al male che reciprocamente ci stiamo facendo. una storia ovvia. una storia
banale. prevedibile. una cosa che per la natura con la quale è nata si è protratta per troppo
tempo. e ora sta per morire.

"vuoi dimenticarlo?"
no, non voglio.

non posso non amarti. ciò che eravamo, quello che avevamo costruito era un qualcosa di troppo
bello, veramente speciale. un qualcosa da proteggere. un qualcosa da tenere nascosto e custodito.
qualcosa che abbiamo distrutto.
di una cosa son certa. ciò che ho costruito con te non riuscirò mai più a costruirlo con un altro.

non posso non amarti. legati a te ci sono quei sogni tanto segreti. quelle cose che non dicevo
un pò per paura un pò per vergogna. le nascondevo anche a te.
una settimana prima. vederti con francesca in braccio. pensare che eri l’uomo della mia vita.
pensare che saresti un giorno stato il padre dei miei figli. pensare che ci saresti stato per tutta
la mia vita. pensare che ogni problema con te sarebbe stato superato se solo ne avessimo avuto la
volonta. invecchiare insieme. leggere. ascoltare. viaggiare. sognare. incostante come sono.
incostante come sei. tutto sarebbe stato perdonato. tutto si sarebbe superato.
cose che non ti ho mai detto. come tante altre. cose troppo intime per me. debolezze. e non sono (ero)
una persona debole. meglio nascondersi. per questo sto amo tanto le tartarughe. sono un pò come me.

non posso non amarti. per tutte le bugie che in questo periodo ti ho detto. perchè con te ho
sempre fatto l’amore e perchè sei l’unico al quale ho detto ti amo mentre lo facevo. perchè dal primo
all’ultimo momento vedendoti mi è sempre battuto forte il cuore. perchè avrei perso giornate intere
a guardarti negli occhi. a guardarti mentre dormivi. a sentirti stretto a me. un tuo abbraccio valeva
più di ogni cosa al mondo. perchè sei l’unico al quale ho detto ti amo credendoci. e ogni volta che
te lo dicevo o lo pensavo provavo una forte paura. paura per un qualcosa di talmente grande, sconosciuto
e imprevedibile.

non posso non amarti. perchè mi manca l’odore della tua pelle. i tuoi capelli. le tue labbra. le tue mani.
il calore del tuo corpo. mi manca ascoltare il battere del tuo cuore. il tuo respirare. mi manca
perfino il tuo russare…

non posso non odiarti. per tre mesi ininterrotti di lacrime. perchè mi sento vuota. perchè non so più
cosa voglio. non so più chi o cosa sono (se ci sono non so cosa sono…). perchè non dormo più
di due ore a notte. perchè bevo e non mi ubriaco più. perchè mi lascio trascinare dagli eventi. perchè
sono diventata incapace di scegliere. di immaginare un futuro. di vedermi anche solamente su come sarò
il giorno successivo. perchè è il dolore più forte che abbia mai provato. perchè riguarda me. è il buio.
è l’oblio. è la confusione, il caos.

non posso non odiarti. non credo più nemmeno nell’affetto. prendo tutto quello che mi viene dato dalla
gente. ma non do nulla in cambio. non esisto più. sono ritornata ad essere quello che ero. dolore.
quello che tu non hai conosciuto mai.

non posso non odiarti. "tu ragazzo mi hai delusa hai rubato dal mio viso quel sorriso che non tornerà".

non posso non odiarti. perchè mi sono sentita dire che sono egoista. che sono una stronza. che scappo.
perchè mi sono sentita dire "non puoi scaricare su di me tutte le cose negative delle tue storie
precedenti". perchè non riesco più a dormire con un uomo accanto. perchè mi disgusta scopare con un altro.
perchè non provo il benchè minimo piacere ma solo dolore. generalizzato. perchè tengo gli occhi chiusi
e non guardo negli occhi la persona che in quel momento è con me. e sai bene quanto per me poteva
essere importante guardarti negli occhi.

non posso non odiarti. perchè ho perso in breve tempo te e due tra i miei più cari amici.

non posso volerti solo bene. non posso vederti come un amico. niente in confronto a tutto quello che ti
ho appena elencato. eri anche questo. un amico. eri il mio migliore amico. ma non eri solo questo.

e cosa voglio da te? non lo so nemmeno io. alle volte spero di vederti tornare da me e far si che tutto
possa essere più bello di prima. alle volte spero che tu possa tornare da me per regalarti lo stesso
dolore che sto provando. alle volte ti auguro le cose più negative al mondo in maniera gratuita.

e questa è la solita, banale, lettera d’amore. è la solita, banale, lettera che una persona ferita
scrive a colui che ha ferito. le solite banalità. non sono nient’altro che questo. l’essere banale.
l’essere semplice. l’essere lineare e prevedibile, in fondo. basta conoscermi.
e questa è la solita, banale, lettera. alla quale non risponderai. che leggerai di sfuggita e cancellerai.
perchè a certe cose è meglio non dare peso. perchè a certe cose è meglio non pensare. perchè possono
fare male. perchè si finisce ad essere logorati e lacerati. confusi. le contraddizioni sono all’ordine
del giorno.

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.

Tu stive ‘nzieme a n’ato
je te guardaje
primma ‘e da’ ‘o tiempo all’uocchie
pe’ s’annammura’
già s’era fatt’ annanze ‘o core.
A me, a me
‘o ssaje comme fa ‘o core
a me, a me
quann’ s’è annamurato.

Tu stive ‘nzieme a me
je te guardavo e me ricevo
comm’ sarrà successo ca è fernuto
ma je nun m’arrenn’
ce voglio pruva’.
Poi se facette annanze ‘o core
e me ricette:
"Tu vuoje pruvà?
E pruova, je me ne vaco!"
‘O ssaje comme fa ‘o core
quann s’è sbagliato.

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III

Quando in anticipo sul tuo stupore

verranno a chiederti del nostro amore

a quella gente consumata nel farsi dar retta

un amore così lungo

tu non darglielo in fretta

non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole

le tue labbra così frenate nelle fantasie dell’amore

dopo l’amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"

nell’ipocrisia dei "mai"

non sono riuscito a cambiarti

non mi hai cambiato lo sai.

E dietro ai microfoni porteranno uno specchio

per farti più bella e pesarmi già vecchio

tu regalagli un trucco che con me non portavi

e loro si stupiranno

che tu non mi bastavi,

digli pure che il potere io l’ho scagliato dalle mani

dove l’amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni

per ritornare dopo l’amore

alle carenze dell’amore

era facile ormai

non sei riuscita a cambiarmi

non ti ho cambiata lo sai.

Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre

come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre

i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro

i tuoi occhi assunti da tre anni

i tuoi occhi per loro,

ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo

o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo

e troppo stanchi per non vergognarsi

di confessarlo nei miei

proprio identici ai tuoi

sono riusciti a cambiarci

ci son riusciti lo sai.

Ma senza che gli altri non ne sappiano niente

dirmi senza un programma dimmi come ci si sente

continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito

farai l’amore per amore

o per avercelo garantito,

andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori

o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori

o resterai più semplicemente

dove un attimo vale un altro

senza chiederti come mai,

continuerai a farti scegliere

o finalmente sceglierai.

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II (diario di una persona sconvolta)

"inoltre, è quantomeno poco femminista il pensiero che una
compagnia femminile serva solo a scopare. ma il problema è quando nella
tua vita non hai incontrato altro che quello... il problema è che
quando trovi qualcuno diverso non te ne accorgi nemmeno, e alla fine
non si sa più chi stia prendendo in giro chi. devo dire che è
divertente, e mi ha divertito molto alimentare questo circolo vizioso,
fino a quando il gioco non è finito dove non doveva finire, per far
male a delle persone che non c'entravano niente, e che non c'era motivo
di coinvolgere."
per far del male a delle persone che non c'entravano niente e che non c'era motivo
di coinvolgere...
noto che l'ipocrisia è il tuo forte. non mi hai dimostrato che quelle persone non avessero
motivo di essere coinvolte.
si chiama rispetto. e sai bene come la penso. avresti preferito che ti dicessi di andare da lei?
non prendermi in giro.
falsità. falso, stronzo e ipocrita. come un gatto. non sei nient'altro che questo.
odio. astio. rancore. disgusto. provo solo questo per te. ho guardato per un attimo quegli occhi e
dentro non c'ho trovato nulla. nessun sentimento positivo. vi era solo il dolore di una persona
incapace di accettarsi. 
vai e regala il tuo dolore. prima a me, adesso a lei. ti ringrazierà come lo sto facendo io. sei solo un
bastardo. 
 
 
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confusione

mi confondi.

non so chi sei. ma mi confondi.

non so chi sei per me e chi sono io per te.

irrazionalità. con te divento irrazionale. impulsiva. sciocca. banale. bambina. 

ti penso. ti penso spesso. ma non ti amo. provo lo stesso sentimento che si può provare in una storia

quando si è già spenta la fiamma dell’innamoramento. un qualcosa di dolciastro ma abitudinario come in

una coppia che ha già vissuto una vita insieme e non ha più carte da giocarsi con il mondo. ma il tempo

non ci riguarda. (per usare una citazione)  e non perchè ci appartiene.

io non ti amo. tu non ami me. cerchiamo altro. ci sfoghiamo in questa sorta di passione che è solo una

terribile finzione. un gioco sadico che porterà entrambi a farsi del male. o forse, più probabilmente, solo uno

dei due. e quella di certo non sarò io. almeno non ora…

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tarocchi

cambiamento  non voluto

farsi trascinare dagli eventi

incapacità nel prendere una decisione

 

forse è vero.

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specchio

come sempre anche questa volta mi sono svegliata di buon ora…

splendido mal di testa…

poco sonno…

provo una strana eccitazione…qualcosa che mi resta dell’uomo dal quale sono andata via stanotte? o forse son le conseguenze

di uno strano sogno che mi ha accompagnata durante il sonno?

prendo uno specchio…devo controllare i segni indelebili di una scopata non poco violenta.

pochi. morsi.non del tutto indelebili.

guardo il mio corpo. ritengo che non sia per nulla perfetto. ma so che piace. seno grosso. fianchi larghi. gambe lunghe e non troppo magre. un corpo da toccare. un corpo dentro al quale gli uomini fino ad ora hanno voluto perdersi. e io gliel’ho sempre permesso.

penso alle foto di stanotte. vorrei rivederle.

 

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