"dimmi senza un programma dimmi come ci si sente"
scappare. tanti, troppi chilometri lontano. per cercare di capire qualcosa.
tarocchi. sibille. stronzate.
e poi ritrovarsi con ancora più confusione in testa. pensare a te che mi manchi.
pensare a lui e al male che reciprocamente ci stiamo facendo. una storia ovvia. una storia
banale. prevedibile. una cosa che per la natura con la quale è nata si è protratta per troppo
tempo. e ora sta per morire.
"vuoi dimenticarlo?"
no, non voglio.
non posso non amarti. ciò che eravamo, quello che avevamo costruito era un qualcosa di troppo
bello, veramente speciale. un qualcosa da proteggere. un qualcosa da tenere nascosto e custodito.
qualcosa che abbiamo distrutto.
di una cosa son certa. ciò che ho costruito con te non riuscirò mai più a costruirlo con un altro.
non posso non amarti. legati a te ci sono quei sogni tanto segreti. quelle cose che non dicevo
un pò per paura un pò per vergogna. le nascondevo anche a te.
una settimana prima. vederti con francesca in braccio. pensare che eri l’uomo della mia vita.
pensare che saresti un giorno stato il padre dei miei figli. pensare che ci saresti stato per tutta
la mia vita. pensare che ogni problema con te sarebbe stato superato se solo ne avessimo avuto la
volonta. invecchiare insieme. leggere. ascoltare. viaggiare. sognare. incostante come sono.
incostante come sei. tutto sarebbe stato perdonato. tutto si sarebbe superato.
cose che non ti ho mai detto. come tante altre. cose troppo intime per me. debolezze. e non sono (ero)
una persona debole. meglio nascondersi. per questo sto amo tanto le tartarughe. sono un pò come me.
non posso non amarti. per tutte le bugie che in questo periodo ti ho detto. perchè con te ho
sempre fatto l’amore e perchè sei l’unico al quale ho detto ti amo mentre lo facevo. perchè dal primo
all’ultimo momento vedendoti mi è sempre battuto forte il cuore. perchè avrei perso giornate intere
a guardarti negli occhi. a guardarti mentre dormivi. a sentirti stretto a me. un tuo abbraccio valeva
più di ogni cosa al mondo. perchè sei l’unico al quale ho detto ti amo credendoci. e ogni volta che
te lo dicevo o lo pensavo provavo una forte paura. paura per un qualcosa di talmente grande, sconosciuto
e imprevedibile.
non posso non amarti. perchè mi manca l’odore della tua pelle. i tuoi capelli. le tue labbra. le tue mani.
il calore del tuo corpo. mi manca ascoltare il battere del tuo cuore. il tuo respirare. mi manca
perfino il tuo russare…
non posso non odiarti. per tre mesi ininterrotti di lacrime. perchè mi sento vuota. perchè non so più
cosa voglio. non so più chi o cosa sono (se ci sono non so cosa sono…). perchè non dormo più
di due ore a notte. perchè bevo e non mi ubriaco più. perchè mi lascio trascinare dagli eventi. perchè
sono diventata incapace di scegliere. di immaginare un futuro. di vedermi anche solamente su come sarò
il giorno successivo. perchè è il dolore più forte che abbia mai provato. perchè riguarda me. è il buio.
è l’oblio. è la confusione, il caos.
non posso non odiarti. non credo più nemmeno nell’affetto. prendo tutto quello che mi viene dato dalla
gente. ma non do nulla in cambio. non esisto più. sono ritornata ad essere quello che ero. dolore.
quello che tu non hai conosciuto mai.
non posso non odiarti. "tu ragazzo mi hai delusa hai rubato dal mio viso quel sorriso che non tornerà".
non posso non odiarti. perchè mi sono sentita dire che sono egoista. che sono una stronza. che scappo.
perchè mi sono sentita dire "non puoi scaricare su di me tutte le cose negative delle tue storie
precedenti". perchè non riesco più a dormire con un uomo accanto. perchè mi disgusta scopare con un altro.
perchè non provo il benchè minimo piacere ma solo dolore. generalizzato. perchè tengo gli occhi chiusi
e non guardo negli occhi la persona che in quel momento è con me. e sai bene quanto per me poteva
essere importante guardarti negli occhi.
non posso non odiarti. perchè ho perso in breve tempo te e due tra i miei più cari amici.
non posso volerti solo bene. non posso vederti come un amico. niente in confronto a tutto quello che ti
ho appena elencato. eri anche questo. un amico. eri il mio migliore amico. ma non eri solo questo.
e cosa voglio da te? non lo so nemmeno io. alle volte spero di vederti tornare da me e far si che tutto
possa essere più bello di prima. alle volte spero che tu possa tornare da me per regalarti lo stesso
dolore che sto provando. alle volte ti auguro le cose più negative al mondo in maniera gratuita.
e questa è la solita, banale, lettera d’amore. è la solita, banale, lettera che una persona ferita
scrive a colui che ha ferito. le solite banalità. non sono nient’altro che questo. l’essere banale.
l’essere semplice. l’essere lineare e prevedibile, in fondo. basta conoscermi.
e questa è la solita, banale, lettera. alla quale non risponderai. che leggerai di sfuggita e cancellerai.
perchè a certe cose è meglio non dare peso. perchè a certe cose è meglio non pensare. perchè possono
fare male. perchè si finisce ad essere logorati e lacerati. confusi. le contraddizioni sono all’ordine
del giorno.